E' proprio il caso di dire "luglio col bene che ti voglio". Luglio infatti annulla la routine. Ma soprattutto annulla la rotaia. Sì, perché a lezioni concluse si conclude anche l'epopea dei migranti verso la capitale dell'economia italiana. Basta cinesi, basta annunci di ritardi, basta obliteratrici.
Il bilancio è come sempre positivo, fra ritardi, multe, ladri e cessi da Hotel Ritz. Si sta che è una favola sui nostri treni. Viene quasi da parafrasare la battuta di Eddie Murphy in "Beverly Hills Cop" quando, beccato dai poliziotti ad indagare in borghese nel palazzo di lusso di un potente uomo d'affari coinvolto in traffici di droga, si discolpa dicendo: "Mi scappava da pisciare e ho pensato: lì avranno dei cessi bellissimi". Ecco, questo è quello che accade sui treni italiani: orde di persone beccate senza biglietto che si giustificano tirando in ballo l'incontinenza. La carta igienica dei nostri treni sembra studiata dai laboratori Garnier di Parigi. Un apposito progetto le ha donato quel piacevole olezzo che tutti avvertono appena entrati. Per non parlare del piacevole senso di avventuroso che si prova nel vedere i propri liquidi depositarsi dolcemente sotto le rotaie scintillanti. Tutto in diretta, mentre il treno è lanciato. Che spettacolo.
A luglio il pendolare manda una cartolina alle FS. "Tutto ok, peccato che tu non ci sei". Secondo un affetto ormai filiale per quei sedili sporchi di polvere scaduta, patatine al formaggio rovesciate e avanzi di chewing gum. Quel "tu" è il treno, ovviamente. Ma se vogliamo anche mamma FS.
A settembre è un coro: "Mamma, son tanto felice / perché ritorno da te".
E alla fine noi chi siamo? Ma che domande...Siamo dei gran figli di puttana.